{"id":109,"date":"2026-10-06T09:58:08","date_gmt":"2026-10-06T09:58:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.iltaccuinodimonia.com\/?p=109"},"modified":"2026-10-06T09:58:08","modified_gmt":"2026-10-06T09:58:08","slug":"il-parco-di-san-floriano-a-polcenigo-esempio-di-salvaguardia-dellambiente-e-custodia-della-storia-locale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.iltaccuinodimonia.com\/en\/il-parco-di-san-floriano-a-polcenigo-esempio-di-salvaguardia-dellambiente-e-custodia-della-storia-locale\/","title":{"rendered":"IL PARCO DI SAN FLORIANO A POLCENIGO, ESEMPIO DI SALVAGUARDIA DELL\u2019AMBIENTE E CUSTODIA DELLA STORIA LOCALE"},"content":{"rendered":"<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">di Monia Pin<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">POLCENIGO (PN) &#8211; I presupposti per trascorrere una giornata a contatto con s\u00e9 stessi e la natura c&#8217;erano tutti: il sole, il verde, la voglia di camminare e il desiderio di perdersi con gli occhi tra tanta bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Il parco di San Floriano a Polcenigo \u00e8 un&#8217;autentica isola di quiete e consente di staccare per un po&#8217; con il mondo moderno e la quotidianit\u00e0 per riallacciare i rapporti con un altro mondo, quello naturale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Mentre mi inoltro lungo il viale, il corpo e la mente a si distendono in un&#8217;atmosfera di assoluta serenit\u00e0, mentre il verde mi colpisce e mi inebria, nonostante la calura di quest&#8217;anno e i noti problemi di siccit\u00e0. E&#8217; un verde che ammalia non solo gli occhi ma fluisce fino allo spirito; esso, secondo quanto asseriva Santa Ildegarda di Bingen \u00e8 il colore simbolo supremo della viriditas, quell\u2019energia vitale che rammenta nel profondo la potenza creatrice divina che pervade tutto l\u2019universo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Qualche salita, un&#8217;occhiata intorno alla valle che si apre, quasi priva d&#8217;orizzonti, prima di continuare. Non seguo il percorso principale, scelgo di inoltrarmi nel fitto ordito del bosco. Le sensazioni sono molteplici, mi pervade soprattutto la tranquillit\u00e0 nella quale si rinfranca l\u2019anima, \u00e8 una quiete cristallina quanto l\u2019acqua che scorre da una fontana lungo il tragitto, capace di dissetare il corpo e di mettermi quasi in maggiore connessione con la natura che mi circonda. Ci si sente stretti dolcemente nell&#8217;abbraccio tenero e allo stesso momento vigoroso della natura, tanto da invitarmi a proseguire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Salgo verso nord, seguendo le indicazioni del sentiero e mi lascio alle spalle la vallata e i recinti che solitamente ospitano gli animali ospitati nel parco. Qui infatti sono presenti attivit\u00e0 di apicoltura, si pratica l\u2019allevamento di razze minori o a rischio d\u2019estinzione e ci sono coltivazioni di alberi da frutto. La variet\u00e0 della flora e della fauna presente \u00e8 davvero notevole e composita, tale da preservare il patrimonio zootecnico e la variet\u00e0 genetica delle piante da frutto locali. Oggi \u00e8 un punto di riferimento rilevante per studiosi, tecnici agricoli e studenti. Ricordiamo che questo \u00e8 l\u2019unico parco rurale presente in Italia (cit. borghibellifvg.it).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Come riporta un totem l\u2019area fu donata, con testamento olografo del 1950 dall\u2019Ing. Luigi Bazzi, a condizione che ogni utile fosse a disposizione di orfani, mutilati e invalidi di guerra e poveri del Comune. Espresse anche il desiderio di dare un nome al suo lascito \u201cFondazione Ing. Luigi Bazzi e madre Ida\u201d. Luigi Bazzi era nato a Polcenigo nel 1892 e dopo aver frequentato l&#8217;Accademia Militare di Torino , uscendone con il grado di sottotenente, si laure\u00f2 in ingegneria e successivamente lavor\u00f2 presso le Assicurazioni Generali a Venezia Nel 1976 venne stipulata la convenzione ventennale con la Provincia di Pordenone. L\u2019area fu successivamente risanata, la chiesa restaurata e riaperta nel 1980; nel 1998 il parco, nel frattempo ampliato, \u00e8 entrato a far parte della rete europea dei parchi (Europarc Federation). (fonte borghibellifvg.it).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Costeggio un amplio recinto e mi rigetto tra la moltitudine di alberi e silenzio, percorrendo la strada sterrata che mi riserver\u00e0 una sorpresa. Nel mentre ogni pensiero sembra fagocitato dall\u2019insieme di emozioni che mi trapassano, cos\u00ec come fanno i raggi di sole che si permettono di lanciarsi con garbo e solerzia tra i rami per creare un\u2019atmosfera ancora pi\u00f9 suggestiva e compiacente al cuore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">L\u2019area non \u00e8 nota solo per essere un\u2019oasi naturale, ma anche per il suo remoto passato che nel corso degli anni \u00e8 riemerso e ci racconta di secoli e secoli di insediamenti umani e storie di vita che qui non \u00e8 mai mancata. Fu un\u2019intuizione del conte Giuseppe Ragogna all\u2019inizio degli anni \u201940 del secolo scorso a dare il via agli scavi a cui seguirono, in periodi pi\u00f9 recenti, indagini archeologiche pi\u00f9 approfondite. La zona \u00e8 stata abitata fin dall\u2019et\u00e0 del bronzo e fino alla prima et\u00e0 del ferro. La scoperta \u00e8 stata fatta nel 2012 durante una campagna di scavi archeologici, rivenendo reperti in ceramica e resti di strutture abitative che coprono un arco temporale dal XII secolo a.C. al XI secolo a. C. , ma ulteriori scavi hanno permesso di portare alla luce i resti di una necropoli risalenti dall\u2019VIII secolo a.C. al IV-V secolo d.C.. Altre sette sepolture datate nel periodo dell\u2019Alto Medioevo, sempre intorno alla chiesa di San Floriano. L\u2019edificio, dove ancora si tengono funzioni liturgiche la domenica pomeriggio, \u00e8 databile anch\u2019esso all\u2019Alto Medioevo e vanta al suo interno interessanti affreschi di scuola bizantina e del periodo tardo gotico. Dato l\u2019orario non mi \u00e8 possibile ammirare gli affreschi all\u2019interno, ma leggendo dal libro \u201cLe chiese di Polcenigo\u201d di Alessandro Fadelli, scopro quante prezioso sia il patrimonio artistico conservato all\u2019interno. Nel catino dell\u2019abside compare un bel Cristo entro la mandorla e i quattro evangelisti, mentre sempre l\u2019abside ospita le figure di san Giovanni Battista e San Daniele profeta. La chiesa ricorda, nei suoi affreschi, il martirio di Sant\u2019Orsola e delle sue compagne, oltre a riportare scene di vita di San Floriano e la scena del trasporto del corpo del martire. All\u2019interno si possono ammirare altre raffigurazioni come la la Deposizione di Cristo sul lato destro della controfacciata. Riesco a carpire qualche scatto nonostante sia orario di chiusura, non foto nitide, ma che danno l\u2019idea della ricchezza conservata all\u2019interno di questa chiesetta che ricorda san Floriano, invocato per scongiurare incendi ed inondazioni. La storia di questo luogo di culto meriterebbe di essere approfondita e conosciuta per comprendere meglio quanto fosse forte la devozione e quanto sia stata complessa ma infinitamente interessante la storia di questo luogo, anche dal punto di vista amministrativo e comunitario.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Prima di giungere alla chiesa alcuni particolari mi incuriosiscono. Sulla sinistra appare una scultura, opera realizzata in pietra di Sarone donata al parco nel 2018 e uno spazio semicircolare con otto strutture cilindriche mentre , sul terreno, una pavimentazione riporta in latino i nomi delle quattro stagioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Inoltre, alla base della collinetta dove poggia la chiesa, \u00e8 stato ricavato una piccola cavit\u00e0 dove \u00e8 stata posta una lapide che recita \u201cQui riposano le spoglie dell\u2019Ing. Luigi Bazzi e Madre Ida\/Benefattori del Comune\/Il C.D.A. della fondazione Bazzi\/ A.D. MMIX\u201d. Forse sono questi i due corpi inumati tra i sette ritrovati ,ma non scavati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Ripercorrendo a ritroso il cammino, stavolta seguendo la strada principale, mi soffermo a contemplare tutto ci\u00f2 che il mio sguardo riesce a osservare e la vista \u00e8 un toccasana per il cuore. Di fondo il belare delle pecore e il rumore appena accennato di altri escursionisti che salgono verso la zona della chiesa. Lungo il percorso guardo con curiosit\u00e0 l\u2019orto delle piante officinali e aromatiche e, ricordando di averlo visto rigoglioso nella primavera dell\u2019anno scorso, mi sembra di sentire ancora tutti gli aromi mescolarsi nell\u2019aria e mi sovviene una poesia che scrissi proprio allora, immersa in tanta grazia (\u2026) \u201c il profumo \u00e8 un ponte d&#8217;amore\/tra caratteri che imprimono \/ tracce d&#8217;immortalit\u00e0 \/ mentre sostiamo \/nel soffio che intreccia \/la fiamma ardente d&#8217;Amore \/delle nostre vite.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Giungo alla fine, mi volto indietro e faccio un bel respiro, profondo! Sono grata a chi, con lungimiranza e altruismo, ha donato quest\u2019area alla comunit\u00e0, al fine di preservare l\u2019ambiente, sperimentare (\u00e8 presente anche un orto sinergico), coltivare e svolgere attivit\u00e0 didattica e di formazione botanica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Un luogo dove ritrovarsi \u00e8 facile, basta lasciarsi andare alla corrente di entusiasmo e pace che scandisce i passi e conduce all\u2019interno di questo semplice ma inestimabile angolo di paradiso, dove potersi rilassare contemporaneamente imparare quanto sia vasta e inestimabile la biodiversit\u00e0 del nostro territorio e i giovamenti che possiamo trarne per il nostro benessere psico-fisico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"ext-animate--on wp-block-paragraph\">Monia Pin<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Monia Pin POLCENIGO (PN) &#8211; I presupposti per trascorrere una giornata a contatto con s\u00e9 stessi e la natura c&#8217;erano tutti: il sole, il verde, la voglia di camminare e il desiderio di perdersi con gli occhi tra tanta bellezza. 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